giovanni dalle fusine

 
 
 
Tempo fa, è ormai storia nota, lo spirito di conoscenza non aveva ancora fatto la sua comparsa sui campi di battaglia della Prima Guerra Mondiale, abbandonati alla svelta dopo l’armistizio del 1918. I pochi sopravvissuti avevano disperatamente cercato di rituffarsi nella rassicurante normalità di una vita che si erano tragicamente lasciati alle spalle e che purtroppo non esisteva più, mentre erano nati i "recuperanti", che raccoglievano quel che la guerra aveva lasciato in gran quantità, per poter dar da mangiare alle proprie famiglie: materiali "nobili", quali il piombo, l'ottone e il rame venivano facilmente raccolti e accatastati ai lati delle carrozzabili e delle mulattiere militari, per poi essere venduti all’ingrosso. Non c’era alcuna poesia, né qualsiasi spirito di scoperta ed arricchimento interiore, in quello che oggigiorno si considererebbe semplicemente una raccolta “indifferenziata” di rifiuti; di contro, la
voglia di voltar pagina, seppellire i propri morti e ricominciare a vivere con qualsiasi mezzo possibile la fece da padrona per tutto il primo dopoguerra e anche oltre. Del resto, le strategie d’espansione coloniale del regime fascista, penalizzate dalle gravose sanzioni imposte al nostro Paese, diedero nuovo impulso all'azione di chi aveva fatto del recupero di materiali bellici in disuso una vera e propria attività commerciale . La penuria di materie prime scatenò dunque una nuova ondata di bonifica coatta e involontaria dei campi di battaglia.


E’ altrettanto risaputo che si dovette attendere l’arrivo degli anni ottanta per “deporre” le tragiche armi del recupero, lasciando spazio a una nuova e senza dubbio più pregnante e serena attività di semplice riscoperta della nostra storia recente e contemporanea. 


La vecchia attività commerciale ritornò allora in voga, ma un nuovo spirito volto alla riscoperta storico-culturale, che prese spesso spunto dai racconti e dalle passate esperienze e sofferenze dei pochi vecchi rimasti a ricordare.



Metalli vari, non più così ricercati e pregiati, suppellettili di vite violentate dalla guerra, bottoni, cartucce, schegge, lattine, bottiglie e migliaia di altri muti testimoni di un’epoca passata, ma ancora pericolosamente gravida di bellicosa eredità, vengono a tutt’oggi quasi amorevolmente raccolti, per ripensare e soppesare le terribili sofferenze patite dai soldati di tanti eserciti che si trovarono sul nostro suolo patrio.


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“Biografia di un recuperante moderno”

di Giovanni Dalle Fusine

(Edizioni Menin)

 

E’ proprio l’innata voglia di scoprire e capire che molto spesso avvicina l’escursionista casuale alla cornucopia di testimonianze, nozioni e documentazioni che da un secolo supportano e trattano easustivamente la storia bellica contemporanea del nostro Paese e dell’Europa intera.


Giovanni Dalle Fusine è uno di quegli storici meno “tradizionali”, non di certo uno di quegli “scribacchini di guerra”; l’autore di questo prezioso saggio si è, del resto, sempre immedesimato e trasformato in un vero e proprio ricercatore, studioso e “corrispondente dal fronte”, grazie alla sua innata e inesauribile voglia di sapere e conoscere la realtà dell’Altopiano d’Asiago che lo circonda. In questa, come in tutte le sue precedenti opere, ha sempre cercato di scoprire non solo la storia, umana, semplice e così vera e drammaticamente toccante di chi ci ha preceduto, ma soprattutto quella vera fiamma della conoscenza da trasmettere e far ardere in tutti coloro che hanno la fortuna di leggere i suoi libri. Lo stesso autore di grandi successi come, “Recuperanti”, “Schegge, cartucce e soldati senza nome” e “I Musei della Grande Guerra”, conosce bene il valore della conoscenza e della relativa trasmissione del suo immenso sapere teorico saggiamente intessuto di fecondi stimoli pratici e incarnazioni operative.


Proprio in occasione di questa sua ennesima fatica editoriale, l’autore ha deciso di coinvolgere un vero e proprio esempio vivente del “recupero” sposato alla ricerca, al sapere e, soprattutto, all’opera di divulgazione storico-sociale che si è già concretizzata in una delle più importanti realtà museali dedicate alla Prima Guerra Mondiale sul ridente Altopiano di Asiago.


Attraverso la biografia di Giancarlo Rovini, il lettore potrà dunque abbeverarsi virtualmente a quella stessa fonte di sapere che pochi sanno trovare in un fitto sottobosco o là dove sorgeva una piccola ridotta alpina.


La penna di Giovanni Dalle Fusine funge dunque da laborioso strumento che tesse una trama di storia, vicissitudini umane, esperienze clamorose, passione, sofferenza e irrefrenabile sete di conoscenza, già messi in “pratica” da chi ha voluto aprire cuore e spirito alla memoria delle proprie genti, del proprio Paese, dei propri tempi… per non dimenticare.

 
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Giovanni Dalle Fusine è autore di:

“1916-1918 I Kaiserjager Tirolesi”

“Sulle Tracce Della Grande Guerra.”

“Grande Guerra Piccoli Tesori”

“Schegge, cartucce e soldati senza nome”

“Quel Che Resta”

“Dal Piave alla prigionia”

“San Vito e sanvitesi nella Grande Guerra”

“I Musei della Grande Guerra”

“Recuperanti”

“La Grande Guerra di latta - Vol. 1”

“La Grande Guerra di latta - Vol. 2”

“La Grande Guerra di latta - Vol. 3”

“Frecce dal Cielo 1914 - 1918”
1916-1918_I_Kaiserjager_Tirolesi.htmlSulle_Tracce_Della_Grande_Guerra.htmlGrande_Guerra_Piccoli_Tesori.htmlSchegge,_cartucce_e_soldati_senza_nome.htmlQuel_che_resta.htmlDal_Piave_alla_prigionia.htmlSan_Vito_e_sanvitesi_nella_Grande_Guerra.htmlI_Musei_della_Grande_Guerra.htmlRecuperanti.htmlLa_Grande_Guerra_di_Latta.htmlLa_Grande_Guerra_di_Latta_Vol._2.htmlLa_Grande_Guerra_di_Latta_Vol._3.htmlFrecce_Dal_Cielo_1914-1918.htmlshapeimage_6_link_0shapeimage_6_link_1shapeimage_6_link_2shapeimage_6_link_3shapeimage_6_link_4shapeimage_6_link_5shapeimage_6_link_6shapeimage_6_link_7shapeimage_6_link_8shapeimage_6_link_9shapeimage_6_link_10shapeimage_6_link_11shapeimage_6_link_12