giovanni dalle fusine

 
 
 
Dopo le precedenti esperienze storiografiche, Giovanni Dalle Fusine torna sul tema dei recuperanti di materiale bellico con un approfondimento dato alle stampe da Menin Edizioni di Schio. “Schegge, cartucce e soldati senza nome” è il titolo del volume, ricco di immagini e con didascalie esaustive.
Vari capitoli spiegano la raccolta di quanto le battaglie hanno lasciato tra i solchi del terreno: una serie di beni particolari, rappresentati da effetti personali dei soldati, cartucce, distintivi di specialità, contenitori per alimenti, schegge, arnesi e utensili dell’immensa officina in cui venne trasformato il fronte. L’immobilità delle prime linee fece sì che grotte e trincee diventassero casa e caserme delle schiere armate di una infinità d’oggetti atti ad offendere il nemico. Dalle Giudicarie al confine con l’ex Jugoslavia, un ampio tracciato oggi battuto palmo a palmo da squadre di cercatori armati di metal detector; raccolta che spesso sfocia in stupende collezioni pubbliche e private di reperti.


Dopo una attenta analisi degli strumenti utilizzati per rintracciare gli oggetti sepolti da quasi un secolo, Dalle Fusine passa a distinguere i recuperanti moderni da quelli che operavano per necessità economica durante le due guerre mondiali. L’intervista al protagonista del film cult di Ermanno
Olmi riporta alla mente la fiction girata sull’Altopiano di Asiago nel 1969. Nella pubblicazione trovano ampio collocamento l’osservazione dei prodotti alimentari conservati, e le bottiglie di alcolici con cui la truppa attenuava le fatiche della vita in trincea, materiale che oggi muove grande interesse tra i collezionisti.
 

“Schegge, cartucce e soldati senza nome”

di Giovanni Dalle Fusine

(Edizioni Menin)

 
Un capitolo a parte è dedicato al recupero scientifico delle salme dei caduti, messo in atto con specifiche metodologie archeologiche, alle quali si applicano i mezzi della medicina legale. Non è raro che i cercatori di reperti si possano imbattere nei resti mortali di qualche soldato. A rivelare le spoglie di fanti e kaiserjager concorrono le numerose parti metalliche che componevano l’equipaggiamento dei militari: dagli scarponi chiodati alle fibbie, dalle cartucce nelle giberne ai bottoni da giubba; ordinaria è la presenza tra le ossa scarnificate dal tempo di frammenti arrugginiti e pallette di shrapnel, schegge informi che all’epoca provocarono la morte del combattente. Un numero imprecisato di militi ignoti è tutt’ora sepolto tra le radici di faggi e abeti, altrettanti attendono il disgelo dei ghiacciai non più perenni per riaffiorare alla vista
degli escursionisti d’alta quota. L’autore quindi spiega le caratteristiche di un progetto avviato nel 2006, finanziato dalla Provincia di Vicenza, rivolto a migliorare e rendere sempre più efficiente il recupero e lo studio dei resti scheletrici. Attraverso alcune relazioni l’autore illustra le modalità con cui i resti mortali vengono raccolti e analizzati da vari compartimenti della medicina moderna; alcuni casi presi in esame raccontano la storia di salme recuperate a Folgaria, a Cresta Croce in Val Rendena, sul Monte Cimone, tra le faggete del Melegnon di Arsiero e a Laghi. Alla maniera dei referti legali il testo è corredato da immagini che, partendo dal luogo di ritrovamento, conducono al tavolo anatomico di un reparto ospedaliero, da dove la ricerca prosegue per gli uffici di immatricolazione o a quegli archivi storici grazie ai quali poter eventualmente risalire all’identità del caduto. Conclude il volume un utile decalogo del recuperante moderno, stilato dal Comitato Mondiale Metal Detecting, al quale tutti i moderni cercatori dovrebbero attenersi.
 

Dalla prefazione al volume,

a cura di Paolo Snichelotto


[…]Nella parte finale del testo, l’autore propone i risultati di alcune nuove forme di approccio alla ricerca storica. Dalle Fusine fornisce taluni elementi del tutto nuovi nella ricerca di testimonianze del lontano periodo del primo conflitto mondiale. Essa propone infatti sintesi di alcune relazioni eseguite su resti mortali di soldati d’ambo gli schieramenti, rinvenuti da recuperanti e opportunamente segnalati alle competenti autorità. Orbene, qui la ricerca e la conseguente analisi si sono indirizzate a sciogliere molti interrogativi sulla sorte dei caduti: la loro età, l’epoca di morte, la causa…; quindi una massa di dati che travalicano il solo rinvenire corpi a cui prelevare gli oggetti, quali distintivi, medagliette religiose, parti dell’equipaggiamento o dell’armamento … Apprezzo l’indugiare di Dalle Fusine sulla presentazione di tali dati, offerti grazie alla competenza di archeologi, anatomopatologi, entomologi, storici; queste indagini infatti aprono una nuova strada nel “recupero”, tesa a illuminare anche sulle tragiche dinamiche di un assalto alla trincea avversaria o sulle conseguenze dello scoppio di un proiettile di cannone. […]

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Giovanni Dalle Fusine è autore di:

“1916-1918 I Kaiserjager Tirolesi”

“Sulle Tracce Della Grande Guerra.”

“Grande Guerra Piccoli Tesori”

“Schegge, cartucce e soldati senza nome”

“Quel Che Resta”

“Dal Piave alla prigionia”

“San Vito e sanvitesi nella Grande Guerra”

“I Musei della Grande Guerra”

“Recuperanti”

“La Grande Guerra di latta - Vol. 1”

“La Grande Guerra di latta - Vol. 2”

“La Grande Guerra di latta - Vol. 3”

“Frecce dal Cielo 1914 - 1918”
1916-1918_I_Kaiserjager_Tirolesi.htmlSulle_Tracce_Della_Grande_Guerra.htmlGrande_Guerra_Piccoli_Tesori.htmlQuel_che_resta.htmlDal_Piave_alla_prigionia.htmlSan_Vito_e_sanvitesi_nella_Grande_Guerra.htmlI_Musei_della_Grande_Guerra.htmlRecuperanti.htmlLa_Grande_Guerra_di_Latta.htmlLa_Grande_Guerra_di_Latta_Vol._2.htmlLa_Grande_Guerra_di_Latta_Vol._3.htmlFrecce_Dal_Cielo_1914-1918.htmlshapeimage_4_link_0shapeimage_4_link_1shapeimage_4_link_2shapeimage_4_link_3shapeimage_4_link_4shapeimage_4_link_5shapeimage_4_link_6shapeimage_4_link_7shapeimage_4_link_8shapeimage_4_link_9shapeimage_4_link_10shapeimage_4_link_11shapeimage_4_link_12